Dopo la fine della prima guerra mondiale, lesercito italiano si è
trovato di fronte allesigenza di ristrutturarsi. Il conflitto aveva fatto crescere a
dismisura il numero dei soldati impiegati in servizio e di conseguenza era salito il
numero delle divisioni, brigate, reggimenti. Daltro canto lenorme carneficina
verificatasi durante la guerra aveva pressochè fatto scomparire interi reparti.
Una revisione nellorganizzazione delle forze armate era dobbligo.

Stesso discorso si può applicare alluniformologia dove la guerra aveva introdotto
mimetismi ed economie togliendo sfarzo e colore. Fu così, che furono reintrodotti i
fregi in canottiglia argentata e dorata, furono eliminate le visiere ed i sottogola
tinti di grigio/verde o in nero opaco per ritornare al nero lucido ed ancora dai bottoni
di frutto si ritornò a quelli in metallo dorato o argentato con tanto di fregi
in rilievo. Fu così che negli anni venti fanno la loro comparsa i berretti a tubo.
Essi differiscono dai berretti a tubo bellici per alcune particolarità evidenti.
Questi ultimi sono pressochè flosci, molto più bassi ed in panno o tessuto più rozzi
rispetto ai loro fratelli del tempo di pace. Unaltra differenza che salta subito agli
occhi è rappresentata, come già detto, dai fregi e dai distintivi di grado. Quelli
bellici, poco appariscenti, solitamente in seta o più raramente in lana nera
(lana gialla per lartiglieria, i bersaglieri, il genio, il commissariato e lo stato
maggiore). Così pure i distintivi di grado. Inoltre, i berretti a tubo degli anni
venti, hanno la visiera ed il sottogola in cuoio lucido e nero, ed i bottoni che
reggono il soggolo sono in metallo argentato o dorato con in rilievo il fregio distintivo
dellarma di appartenenza.
Dopo questa breve panoramica introduttiva, che aiuta a non confondersi tra berretti di
diverso valore e diversa rarità, passiamo ad analizzare in maniera più precisa le
caratteristiche ed i dettagli dei berretti a tubo degli ufficiali negli anni successivi
alla prima guerra mondiale fino al 1933.
Con la circolare numero 625 del dicembre 1920, si stabilì che il colore ufficiale
delle uniformi del Regio Esercito Italiano era il glorioso grigio/verde che aveva
accompagnato i nostri militari durante tutto il conflitto. Si sancì, così definitivamente,
labrogazione delle uniformi nere e dei berretti neri modello 1903 (ad eccezione dei
Reali Carabinieri e dei Corazzieri). La circolare in questione reintroduceva, inoltre,
luso delloro e dellargento nella confezione dei fregi e dei gradi nonchè per i
bottoni che ornavano i nostri copricapo. Per il resto, ogni ulteriore modifica
alluniforme, fu rimandava a data da definirsi. Quindi, come si evince da quanto
esposto fin qui, nei primi anni dopo il conflitto la situazione rimase pressochè
immutata. Dal 1920 si hanno dei cambiamenti sostanziali. La forma del berretto assume
proporzioni maggiori ed è caratterizzata da una rigidità che gli conferisce unaria
imponente. Le uniche armi che portano ancora per tradizione il berretto floscio sono i
Bersaglieri ed i Cavalieri. Il berretto era in panno castorino grigio/verde alto da 10
a 13 cm. secondo la statura del proprietario. La forma è svasata verso lalto a
differenza dei modelli bellici che sono cilindrici. Fino al 1926 i berretti saranno
privi di filettature e montanti colorati. A parte il fregio ed i gradi non presenteranno
nessun altro segno distintivo.

Con la circolare numero 521 del 1926, fu aggiunta al berretto una filettatura sul bordo
inferiore e tre montanti ai lati del colore caratteristico dellarma. Gli ufficiali
generali e di stato maggiore non portavano, invece, la filettatura al bordo mentre i
tre montanti erano rispettivamente in filo argentato e dorato. Per ciò che riguarda
il fregio, non si registrano cambiamenti, eccezion fatta per i generali medici e
commissari che, al posto dellaquila, portano il fregio del rispettivo corpo sottopannato
di robbio.
Con la circolare numero 409 del 1927 fu introdotta una variante nei berretti dei
marescialli. Infatti, soltanto in questo anno furono aggiunti i filetti verticali
del colore dellarma. I marescialli continuano, però, a non portare filettatura alcuna
alla base del berretto. Unaltra caratteristica importante di questi sottufficiali era
la presenza di bottoni, argentati o dorati, lisci anzichè a rilievo.