Personalmente
la bombetta degli alpini è sempre stata uno di quei copricapo mitici che io,
da collezionista neofita, non ho mai smesso di sognare. A parte la rarità del
pezzo in questione ed il prezzo proibitivo che tale cimelio ha raggiunto, uno
dei problemi che mi hanno sempre preoccupato a riguardo era la capacità di
riconoscere un falso, o una bombetta riassemblata e ritoccata da una
originale ed intonsa. Siccome non capita a tutti di prendere ad esempio una
bombetta originale vista dal vero, non ci resta che studiare come matti i vari
particolari che contraddistinguono questo copricapo leggendario e quanto mai
affascinante. Ma spesso non basta conoscere i regolamenti a memoria. Allora
ecco una bombetta da furiere databile tra il 1887 ed il 1894 perfetta ed originale in
tutto e a seguire una da ufficiale del 1880 (Cianfanelli).

Ed ora dopo esserci rifatti gli occhi passiamo al regolamento.
Il cappello per le compagnie alpine, meglio conosciuto come bombetta, fu adottato
con atto n. 69 del 25 marzo 1873 per i sottufficiali, i soldati ed i graduati
di truppa ed introdotto con atto n. 86 del 10 aprile del medesimo anno.
La prima bombetta era di feltro di color nero, con una calotta tronco conica dalla
sommità sferica. La tesa era rialzata sui lati e leggermente incurvata sul
davanti e sul dietro. Particolare molto importante questo per datare il
copricapo in quanto successivamente (con atto n. 76 del 1878) la tesa venne
ricoperta sulla parte superiore di tela cerata nera e presentava unincurvatura
maggiore sia anteriormente che posteriormente.

L'altezza del cappello non variava al variare delle 8 taglie
disponibili, ma cambiava la circonferenza
alla base della calotta. Alla base della stessa era posta esternamente una
soprafascia di pelle verniciata di nero dellaltezza di 45mm. Anche lestremita
della tesa era bordata di pelle nera.
L'imbottitura della bombetta era di alluda di marocchino nero, frastagliata in 9 punte che
venivano chiuse alla sommità con un cordoncino di cuoio passato nelle stesse.
Due spacchi posti lateralmente allimbottitura permettevano il passaggio del
soggolo di cuoio nero che veniva fissato alla sommità della cupola tramite un
passante pure di cuoio. Il soggolo era chiuso tramite una fibia in metallo
nero e passante.
Sul lato sinistro dove normalmente c'e' la nappina, era posta una coccarda tricolore
di lana del diametro di 5 cm recante, cucito nel centro, un bottone di alpaca
bianco con croce sabauda in rilievo. Dallo stesso lato era cucita a forma di V
rovesciata una trecciola di lanetta rossa che formava un angolo leggemente
ottuso che dalla soprafascia di pelle nera arrivava a 3/4 dell'altezza del
copricapo. Al di sotto di tale trecciola erano cuciti, sempre a V rovesciata i
gradi per la truppa. Poco piu' in alto e piu' spostato sul davanti, su entrambi
lati, era posto un foro contornato da un occhiello in metallo verniciato di nero
che permetteva l'areazione della bombetta. Naturalmente non poteva mancare la
penna che era di corvo, alta circa 14 cm. Era infilata dietro la coccarda in un
apposita taschetta di pelle nera.
Il fregio era rappresentato da uno stellone a 5 punte di alpaca bianca, con al
centro un tondo recante il numero della compagnia.
Per gli ufficiali, con atto n. 69 dello stesso anno veniva adottato il medesimo
copricapo. Uniche differenze erano la coccarda di seta, il bottone di metallo
argentato, la penna d'aquila, l'assenza della trecciola di lana rossa al di
sopra dei gradi e il fregio che era di metallo argentato.
Quindi ecco descritta la bombetta degli alpini come era in origine.
Nel 1875 nascono i battaglioni alpini ma solo nel 1878 anche
per la bombetta si registrano alcuni importanti cambiamenti.
Come
abbiamo già detto venne introdotta la copertura di pelle nera anche sulla parte
superiore della tesa e sempre nello stesso anno la forma della tesa risulta piu'
incurvata sul davanti e sul dietro.
Nel 1880 scompare la coccarda tricolore dal lato sinistro per lasciare il posto alla
nappina in lana rossa con tondo nero e nel centro il numero della compagnia
ricamato in filo bianco. Cambia di conseguenza il fregio. La coccarda
tricolore prende posto sotto il nuovo fregio raffigurante un'aquila ad ali
spiegate sormontante una cornetta con al centro il numero di battaglione. Alle
spalle della cornetta c'erano due fucili incrociati con baionetta innestata e
una scure e una picozza pure incrociati. Il tutto era circondato da una corona
di foglie d'alloro e di quercia.
Nel
1882 nascono i reggimenti alpini. Scompare la nappina in lana rossa con numero
della compagnia e fanno la loro comparsa le nappine colorate. Bianca per il 1°
battaglione, rossa per il 2°, verde per il 3° e blu per il 4°. La nappina di
lana gialla distingueva i sottufficiali di Stato Maggiore di Reggimento e
Deposito. Il fregio cambia ed numero nel tondo del fregio e' quello del
reggimento. Non ho notizie precise sull'anno di introduzione del nuovo e ultimo
tipo di fregio per bombetta. Posso dire per certo che dal 1891 in alcune foto
appaiono alcuni alpini che si fregiano di tale vessillo.