Nel 1895 gli alpini adottarono il colore verde come segno distintivo
dell'arma. Ancora oggi questo colore, presente sulle mostrine, contraddistingue
questi fantastici soldati specializzati. Sulle nostre bombette scompare quindi
la trecciola rossa che a forma di V rovesciata era cucita sulla parte sinistra del
copricapo, per divenire, anch'essa verde.
Sempre in questo periodo la bombetta cambia forma. I materiali di cui č composta
non variano, ma la tesa assume una forma piatta invece che rialzata ai lati e ricurva
sulla fronte e sulla nuca. Una foto forse ci puņ aiutare.
Quindi come abbiamo potuto vedere il nostro copricapo
non cambia se non per alcuni particolari. Nelle bombette a tesa piatta che ho potuto
vedere non ho riscontrato imbottiture interne particolari come in quella ottocentesca.
In una c'era semplicemente un marocchino di morbida pelle nera che correva lungo
tutto il bordo interno, mentre in quella fotografata non c'e' nulla, ma nulla esclude
che il marocchino si sia seccato e si sia perso. Il sistema per trattenere il soggolo
era costituito da due passanti in cuoio cuciti all'interno della cupola.
Ed ora una bella serie di foto d'epoca tratte dall'album
del Maggiore CLAUDIO LUCIANO.
Per ciņ che riguarda i fregi non c'é nulla da aggiungere rispetto
a quanto detto nell'articolo sulla bombetta ottocentesca. Voglio perņ presentarvi
il fregio da bombetta della Milizia Mobile, ossia quei reggimenti che venivano mobilitati
in caso di intervento armato, per rimpinguare le fila dell'esercito in servizio attivo.
La caratteristica del fregio é rappresentata dal colore dorato. Si, infati la Milizia
Mobile Alpina aveva lo stesso fregio degli alpini ma a differenza di questo che era
in alpacca argentata, quello della Milizia era in ottone dorato.