IL CAPPELLO ALPINO DA UFFICIALE DALLA NASCITA ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

Il cappello alpino, simbolo e vanto di questi gloriosi soldati delle montagne, ha visto la luce nel lontano 1910 e precisamente il 20 maggio. E un copricapo che racchiude in se tradizione e ricordi indelebili e forse anche per questo è ancora in uso tuttora con piccole modifiche. Proprio per questo motivo è uno dei copricapo più difficili da catalogare e datare esattamente. Riuscire a stabilire se il cappello che ho fra le mani sia della prima Guerra Mondiale o degli anni 20 non è facile. Negli oltre ottantanni di vita i suoi cambiamenti sono stati minimi, e solo un occhio attento ai particolari come il fregio o il tipo di ricamo possono trarre dagli impicci e dai "Bidoni".


Sottufficiale degli Alpini 1918.


Splendido cappello da sergente degli Alpini 1917, 4° reggimento divisione Taurinense, 2° battaglione. (Coll. Claudio BARLETTI).

Cappello da sottufficiale del 7° Rgt. Alpini. Questo cappello presenta il fregio in seta grigio verde a bassa visibilità introdotto nel 1917.


Il cappello alpino viene inizialmente distribuito soltanto a sottufficiali e militari di truppa mentre per gli ufficiali si devono attendere disposizioni da parte del Ministero. Il cappello alpino degli ufficiali era di forma pressochè identica a quello della truppa. Era in feltro di pelo di coniglio di colore grigio verde, con falda posteriore ripiegata allinsù e falda anteriore trapuntata con cuciture a macchina concentriche con filo grigio verde. La calotta era ovale con due fori rivettati ai lati e con una fascia di seta anchessa grigio verde dellaltezza di 3 - 4 centimetri attorno alla base. Tutto intorno alla soprafascia correva un cordoncino di lana grigio verde a forma di treccia. Sulla sinistra, la striscia di seta presentava delle pence che servivano per infilarvi la nappina di metallo argentato con croce sabauda al centro e tulipa alla sommità, ove veniva infilata la penna.


Cappello da ufficiale ante-guerra con gradi e fregio ancora in filo argentato. Notate il filetto azzurro all'interno del grado.

Cappello da sottufficiale del 5° Rgt. Alpini. Questo cappello piuttosto malconcio fu ritrovato in una baita sull'Adamello. Possiamo osservare il feltro in pelo di coniglio con cui è fatta la calotta e la fascia di seta che percorre la base della stessa.


La penna, simbolo degli alpini, era di lunghezza variabile tra i 18 ed i 20 cm e fino al 1913 fu tinta di grigio. Successivamente conservò il suo colore naturale. Doveva provenire dall'ala destra di corvi, pavoni o tacchini. Per gli ufficiali superiori la penna era di colore bianco. Sulla sinistra, in corrispondenza della nappina, erano cuciti i distintivi di grado a forma di V rovesciata in filo argentato. Durante la prima Guerra Mondiale (1917) il filo argentato fu sostituito dalla seta per motivi di mimetismo.


Particolare del fregio in filo di lana nero. Siamo in guerra e per motivi di mimetismo si abbandona il filo argentato (Alpini) e dorato (Artiglieria da Montagna) per sostituirli rispettivamente con il filo nero e con il filo di lana giallo

Fregio da Ufficiale degli alpini ricamato in seta grigia a bassa visibilità. Malconcio. (Coll. Autore)

Fregio da Ufficiale degli alpini ricamato in seta grigia a bassa visibilità. Splendido! (Coll. Claudio BARLETTI)

Splendido fregio da ufficiale degli Alpini. Verosimilmente si tratta di uno dei primi fregi con l'aquila, notate infatti le baionette ancora innestate sui fucili, derivazione del precedente fregio con cornetta e corona.