Il problema principale che venne a crearsi verso la seconda metà
del XIX secolo fu l'esigenza di ridurre il calibro delle armi individuali. La
difficoltà maggiore per raggiungere questo obiettivo era rappresentato dai residui di
combustione che la polvere nera lasciava all'interno delle armi. Questo limite
non permetteva di utilizzare armi di calibro ridotto che potessero sparare un
numero elevato di cartucce in quanto dopo una ventina di colpi l'arma era inservibile
e doveva essere smontata e lavata.
Il problema fu risolto nel 1884 quando l'ingegnere trentenne Paul Vieille (1854/1934)
giunse alla scoperta di una polvere da sparo per così dire "pulita", ossia la polvere
piroxilata, senza fumo, con maggiori proprietà propellenti,
che non lasciava residui e permetteva di fatto l'agognata riduzione
di calibro con conseguente aumento della capacità di fuoco delle armi e l'aumento del numero
di cartucce trasportabili dal singolo soldato.
Fu, quindi, in conseguenza di questa strabiliante scoperta che le maggiori potenze
europee dell'epoca, iniziarono una febbrile corsa alla produzione di armi che utilizzassero
cartucce di calibro ridotto.
Dopo molte prove e comparazioni, la Commissione delle armi portatili della Scuaola di Tiro di
Fanteria di Parma, nominata dal Ministero della Guerra adottò nel 1888
il calibro 6,5 e nel 1891 venne ufficialmente adottato come arma individuale del
Regio Esercito il fucile Carcano modello 1891.
Il nuovo fucile presentò subito un problema. La parte iniziale della rigatura si consumava
dopo poche centinaia di colpi a causa del fatto che il passo della rigatura era troppo
corto. Il problema venne risolto venne adottata una rigatura a passo progressivo.
Infatti il passo della nuova rigatura andava da un giro di 58 cm dopo la camera di scoppio
fino ad un giro di 20 cm. al vivo di volata. Tutto ciò contribui, tra l'altro a dare
maggiore stabilità alla nuova pallottola, peraltro molto piccola.

Per la realizzazione dell'otturatore del nuovo fucile fu bandito un concorso al quale
parteciparono ditte famose come Mauser, Mannlicher, Vitali, Bertoldo insieme alle quattro
fabbriche di stato di Torino, Brescia, Torre Annunziata e Terni. E fu proprio il capotecnico
della fabbrica di Torino, Salvatore Carcano, che sviluppo l'otturatore scelto dalla Commissione
per essere montato sul nuovo fucile.

Carcano mantenne il principio del congegno di sicurezza
del vecchio otturatore ad ago e, prendendo spunto dal sistema del Mauser, applicò al cilindro
due alette di ritegno frontali e predispose che l'armamento del percussore avvenisse all'atto
di alzare il manubrio. Il sistema d'alimentazione adottato fu il Mannlicher.
La produzione di questo modello di '91 proseguirà fino al 1936.
Naturalmente i modelli più rari sono quelli più vecchi, ma bisogna fare un distinguo a seconda
della fabbrica di produzione. Questo perchè alcune fabbriche hanno prodotto grosse quantità di
queste armi per un lungo periodo. Altre, invece, avendone prodotte per periodi limitati, hanno
determinato una certa rarità e ricercatezza di queste armi. Le fabbriche che hanno prodotto tali
fucili e gli anni di produzione sono riportati di seguito:
- BRESCIA (1893-1918);
- TERNI (1892-1936);
- TORINO (1893-1898);
- ROMA (1917-1918);
- TORRE ANNUNZIATA (1893-1900);
- MIDA (1917-1918);