Nonostante i tentativi di migliorare e modernare il fucile
carcano 91 il modello presentato in questo articolo rappresenta sicuramente un ritorno
al passato. E' soltanto 10 cm più corti del suo papà ottocentesco, presenta nuovamente
il manicotto dell'otturatore diritto e rifà la sua comparsa l'alzo mobile, eliminato
nei modelli precedenti perchè giustamente giudicato inutile. Si era rilevato che in
azione, il fante non sfruttasse affatto l'alzo, quindi tanto valeva lasciarlo fisso
a 300 metri.

In moltissimi casi si riciclano parti di fucili modello 1891 lungo. Differisce da quest'ultimo
per alcuni particolari. Prima di tutto, come detto sopra, è più corto di 10 centimetri, inoltre
la culatta non è più ottagonale bensì tronco conica, infine, l'alzo e' più corto.



Nonostante che molti fucili modello 91/41 montino l'otturatore del modello 1891 lungo, ci sono
modelli che montano il modello standard di otturatore. Esso presenta la manetta di armamento
diritta ma a differenza del modello montato sul 1891 lungo, l'unghia estrattrice non attraversa
l'aletta di ritegno frontale. Inoltre l'unghia è di dimensioni maggiori.


La produzione di questo modello di '91 inizia nel 1941 e proseguirà
fino alla fine del conflitto. Le fabbriche che hanno prodotto tali fucili sono state due.
La FABBRICA D'ARMI DI TERNI con matricole che vanno da A e numero a Z e numero con
la sigla FAT e la data di produzione per poi variare in AA e numero fino ad AZ con
numero e corona più FAT inserita in un rettangolo ed infine solo la corona con stelletta.
L'ARMAGUERRA DI CREMONA ha matricole che vanno da QA a QZ con la dicitura ARMAGUERRA CREMONA
con data ed era fascista, poi RA RE coronato ed infine solo la coroncina nell'ovale.