Il
10-8-1916 dal fronte.
Cara
sorella e nipoti.
Rispondo
alla tua graziosa lettera ricevutala quale mi fece molto piacere nel sentire le
tue buone notizie come pure ti posso assicurare per il presente di me.
Ma
avviceversa ebbi dispiacere perché sento
che stai molto in pensiero di me, ti prego di non farti del cattivo sangue per
me che con l’andar del tempo tutto passa, passeranno queste pene e queste
sofferenze e sperando in Dio torneremo con la pace e la tranquillità, perciò ti
prego di nuovo di star tranquilla e non pensar male.
Altro
ti dico che sono due giorni che ho fatto ritorno dalla
prima linea e d ora mi trovo in riposo.
Sento
che mia hai spedito un vaglia, ti ringrazio di cuore, non l’ ho ancora ricevuto
ma spero di riceverlo.
Ti
prego di dirgli alla sorella Maddalena che non ho
ancora ricevuto il pacco, non so come dia di questo ritardo.
Appena
che avrò ricevuto il vaglia ti scriverò di nuovo, come pure il pacco.
Dunque non so più cosa dirti. Scusa io male scritto.
Ricevi
i più cordiali saluti e baci ed una stretta di mano a te e la tua famiglia dal
tuo affezionatissimo fratello e zio Giacomo.
Tanti saluti e baci a mamma e fratello,
così pure alla sorella Maddalena e la sua famiglia e marito.
Ho
buona speranza che di questo autunno viene la sospirata
pace e che portiamo la vittoria.
Tanti saluti al cugino Michele e tutta la
sua famiglia, come pure a “Tanciu” ecc…
Saluti
ai tuoi vicini che domandano mie notizie.
Addio colla
penna ti lascio e col cuore ti abbraccio. Ciau.