Il colbacco illustrato è composto da una calotta in panno grigio-verde
imbottita internamente. Ai bordi inferiori della calotta sono applicati due orecchioni
di pelle di montone cuciti posteriormente. Tali orecchioni possono essere rivoltati sulla
cupola e legati alla sommità tramite una fettuccia bianca. Gli orecchioni presentano da una
parte il pelo bianco dell'animale e dall'altra la pelle nuda. Questa andava abbondantemente
ingrassata in modo da tenerla sempre morbida e impermeabile. All'interno il copricapo era
rivestito di tela grigia dove erano applicati il timbro della ditta fornitrice e la taglia.
LA G.A.F.

La G.a.F., sigla che stà ad indicare Guardia alla Frontiera, era
una parte del Regio Esercito preposta in particolarmodo alla difesa dei settori frontalieri
del territorio, al presidio ed al mantenimento delle fortificazioni che su queste frontiere
alpine, erano presenti in gran quantità. Vi erano reparti di fanteria, di artiglieria e del
Genio. Erano dislocati secondo settori che, partendo da Ventimiglia e dalla Valle Roja in
provincia di Cuneo, proseguivano in senso orario lungo tutto l'arco alpino fino alla Valle
d'Aosta.
I settori in cui operavano i militari della G.a.F. erano cosi' suddivisi:
- I SETTORE Media-bassa Valle Roja;
- II SETTORE Alta Valle Roja e Valle Gesso;
- III SETTORE Valle Stura, Valle Maira e Valle Po;
- IV SETTORE Valli Germanasca e Pellice;
- V, VI, VII SETTORE zona Monginevro;
- VIII, IX SETTORE zona Bardonecchia-Moncenisio.
Il cappello fotografato in questo servizio appartenne ad un sottotenente della fanteria G.a.F.
proprio del I settore. Con tutta probabilita' egli si trovava a presidiare uno degli innumerevoli
bunker e casermette sparse lungo la valle Roja che dal colle di Tenda scende verso Ventimiglia e la
Francia. Queste unita' furono particolarmente attive negli anni precedenti e durante la cosiddetta Guerra
delle Alpi che tra il 10 e il 25 giugno 1940 vide impegnato il nostro esercito contro gli
avamposti alpini dell'esercito francese.
L'ELMO MODELLO 1931/33

Ho voluto inserire questo modello di elmo tra i copricapo speciali in
quanto non rappresenta una fattispecie di elmo a se stante bensì una transazione tra il
mitico elmo modello 1931, quello raffigurato nei vari ritratti del Duce, senza fori d'aerazione
e provvisto di crestino, e il ben più noto e definitivo modello 1933.

Significative differenze e somiglianze tra questo elmo e gli altri sopra citati
sono: l'imbottitura interna costituita da tre cuscinetti in pelle marrone e assenza
dei fori d'aerazione come nell'elmo 1931, assenza del crestino come nell'elmo 1933.
Questo particolare tipo di copricapo venne scarsamente impiegato durante il secondo conflitto
mondiale fatta eccezione per quei reparti di retrovia che non partecipavano ad azioni di
guerra.
GLI ELMI DELL'ESERCITO DI LIBERAZIONE
In questa sottosezione voglio illustrare due bellissimi e rari elmi
appartenuti a due italiani che hanno combattuto, dopo l'otto settembre, con l'esercito
di liberazione anglo-americano che ha risalito la penisola negli ultimi due anni di conflitto.
Il primo è un classico elmo modello MKII inglese con colorazione kaki granulosa. Presenta
sul lato tre stelle appena visibili che probabilmente stanno ad indicare il grado (capitano)
del proprietario.
Il secondo elmo è un modello da staffetta portaordini inglese con fregio dell'artiglieria
da montagna dipinto a mano. L'elmo è appartenuto ad un soldato che ha risalito l'italia
assieme all'ottava armata inglese e la foto mi è stata gentilmente fornita da Filippo
Cianfanelli.