I COPRICAPO SPECIALI DEGLI ALPINI.

In questa sezione del sito pubblicherò articoli di copricapo speciali degli alpini che a mano a mano mi verranno per le mani. Al momento posseggo "solo" un colbacco in pelo utilizzato durante la campagna di russia quindi l'articolo che segue riguarda quest'oggetto. Ma ultimamente sono riuscito a trovare un bel cappello all'alpina di un sottotenente della G.a.F. Se siete curiosi scorrete la pagina e scoprirete di cosa si tratta.


IL COLBACCO DEGLI ALPINI.

Colbacco in pelo di montone. Tale copricapo rappresentava per i nostri alpini impegnati sulle rigide steppe russe un valido indumento contro il freddo.

Il colbacco illustrato è composto da una calotta in panno grigio-verde imbottita internamente. Ai bordi inferiori della calotta sono applicati due orecchioni di pelle di montone cuciti posteriormente. Tali orecchioni possono essere rivoltati sulla cupola e legati alla sommità tramite una fettuccia bianca. Gli orecchioni presentano da una parte il pelo bianco dell'animale e dall'altra la pelle nuda. Questa andava abbondantemente ingrassata in modo da tenerla sempre morbida e impermeabile. All'interno il copricapo era rivestito di tela grigia dove erano applicati il timbro della ditta fornitrice e la taglia.






Vista dell'interno del colbacco. Notate il timbro con il nome della ditta produttrice e la taglia.

Splendido colbacco appartenuto al Generale Periz. E' realizzato artigianalmente per la campagna di Russia. In realtà il copricapo, composto da colbacco, paranaso e paragola non è stato mai utilizzato in quanto all'ultimo momento venne cambiata la destinazione dell'unità del Generale. (Cianfanelli)

Colbacco da ufficiale con stellette di grado ma senza fregio. Realizzato in caldo pelo di coniglio e utilizzato anche da altri reparti non Alpini. (Cianfanelli)

Colbacco da truppa dell'ottavo reggimento alpini Divisione Julia.


LA G.A.F.

Cappello all'alpina della G.a.F. La nappina è del modello da truppa.

La G.a.F., sigla che stà ad indicare Guardia alla Frontiera, era una parte del Regio Esercito preposta in particolarmodo alla difesa dei settori frontalieri del territorio, al presidio ed al mantenimento delle fortificazioni che su queste frontiere alpine, erano presenti in gran quantità. Vi erano reparti di fanteria, di artiglieria e del Genio. Erano dislocati secondo settori che, partendo da Ventimiglia e dalla Valle Roja in provincia di Cuneo, proseguivano in senso orario lungo tutto l'arco alpino fino alla Valle d'Aosta.

I settori in cui operavano i militari della G.a.F. erano cosi' suddivisi:
- I SETTORE Media-bassa Valle Roja;
- II SETTORE Alta Valle Roja e Valle Gesso;
- III SETTORE Valle Stura, Valle Maira e Valle Po;
- IV SETTORE Valli Germanasca e Pellice;
- V, VI, VII SETTORE zona Monginevro;
- VIII, IX SETTORE zona Bardonecchia-Moncenisio.

Il cappello fotografato in questo servizio appartenne ad un sottotenente della fanteria G.a.F. proprio del I settore. Con tutta probabilita' egli si trovava a presidiare uno degli innumerevoli bunker e casermette sparse lungo la valle Roja che dal colle di Tenda scende verso Ventimiglia e la Francia. Queste unita' furono particolarmente attive negli anni precedenti e durante la cosiddetta Guerra delle Alpi che tra il 10 e il 25 giugno 1940 vide impegnato il nostro esercito contro gli avamposti alpini dell'esercito francese.


Vista frontale del cappello all'alpina della G.a.F. Notate il fregio della fanteria in filo di rayon dorato.

Particolare del fregio della G.a.f. Guardia Alla Frontiera. Si tratta di un fregio uguale alla fanteria ma con il tondino verde (colore distintivo delle truppe operanti in montagna come gli Alpini) e con al centro il numero romano del settore di appartenenza.

Particolare della nappina. E' del modello da truppa. La caratteristica di questo corpo era rappresentata dal fatto che i militari della G.a.F. pur portando un cappello del tutto simile se non uguale a quello degli alpini, non portavano la piuma. Infatti le nappine G.a.F. non presentano il foro (per la truppa) o la tulipa (per gli ufficiali) per poterla inserire.

Elmo modelo 1934-39 del 3° Settore GAF. Questo tipo di elmo venne esportato in Grecia ed equipaggio' i soldati greci che ci fronteggiarono quanto il 28 ottobre 1940 dichiarammo guerra al loro paese. In patria, invece, venne distribuito alle truppe della GAF ed era guarnito con il fregio del reparto dipinto a mascherina. (Abellonio)

Vista laterale dell'elmo modello 1934-39. (Abellonio)

L'interno dell'elmo modello 1934-39 fornito ai militari della GAF recava la medesima imbottitura e sottogola dell'elmo modello 1933. (Abellonio)

L'ELMO MODELLO 1931/33

Elmo modello 1931/33. Utilizzato nelle retrovie e da reparti non impiegati in azione.

Ho voluto inserire questo modello di elmo tra i copricapo speciali in quanto non rappresenta una fattispecie di elmo a se stante bensì una transazione tra il mitico elmo modello 1931, quello raffigurato nei vari ritratti del Duce, senza fori d'aerazione e provvisto di crestino, e il ben più noto e definitivo modello 1933.

Interno con i tre cuscinetti in pelle dell'elmo modello 1931/33.

Vista laterale dell'elmo modello 1931/33. Notare l'assenza dei fori d'aerazione.

Significative differenze e somiglianze tra questo elmo e gli altri sopra citati sono: l'imbottitura interna costituita da tre cuscinetti in pelle marrone e assenza dei fori d'aerazione come nell'elmo 1931, assenza del crestino come nell'elmo 1933.
Questo particolare tipo di copricapo venne scarsamente impiegato durante il secondo conflitto mondiale fatta eccezione per quei reparti di retrovia che non partecipavano ad azioni di guerra.

GLI ELMI DELL'ESERCITO DI LIBERAZIONE

In questa sottosezione voglio illustrare due bellissimi e rari elmi appartenuti a due italiani che hanno combattuto, dopo l'otto settembre, con l'esercito di liberazione anglo-americano che ha risalito la penisola negli ultimi due anni di conflitto.
Il primo è un classico elmo modello MKII inglese con colorazione kaki granulosa. Presenta sul lato tre stelle appena visibili che probabilmente stanno ad indicare il grado (capitano) del proprietario.
Il secondo elmo è un modello da staffetta portaordini inglese con fregio dell'artiglieria da montagna dipinto a mano. L'elmo è appartenuto ad un soldato che ha risalito l'italia assieme all'ottava armata inglese e la foto mi è stata gentilmente fornita da Filippo Cianfanelli.

Elmo MKII inglese appartenuto all'allora Capitano Bertoldi di Cuneo.

Particolare delle tre stelle da capitano dipinte sul lato dell'elmo.

Interno tipicamente inglese dell'elmo MKII.

Elmo da staffetta portaordini (motociclisti) appartenuto ad un artigliere da montagna.